Decreto Ministeriale 20 gennaio 1992


Decreto Ministeriale 20 gennaio 1992
Decreto Ministeriale 20 gennaio 1992 "Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano."
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 gennaio 1992, n. 15

IL MINISTRO DELLA SANITA'
di concerto con
IL MINISTRO DELL'AMBIENTE
Visti gli articoli 16, 17 e 18 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 152 del 30 giugno 1988;
Visti i decreti interministeriali 14 luglio 1988 e 23 dicembre 1991, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 203 del 30 agosto 1988 e n. 303 del 28 dicembre 1991;
Viste il decreto-legge 20 gennaio 1992, n. 13, recante interventi per il miglioramento quantitativo e la prevenzione dell'inquinamento delle acque destinate al consumo umano;
Viste le motivate richieste avanzate dalle regioni;
Sentito il Consiglio superiore di sanità, che si è espresso in data 6 dicembre 1991;
Decreta: Art. 1 1. Le deroghe ai requisiti di qualità delle acque destinate al consumo umano che possono essere disposte dall'autorità regionale ai sensi degli art. 17 e 18 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, non possono superare il valore massimo ammissibile (VMA) indicato nel successivo art. 2 e devono tenere conto delle osservazioni eventualmente riportate a fianco di ciascun parametro.
2. Le deroghe di cui al comma 1 non possono essere disposte per acque destinate al consumo umano che vengano attinte, in tutto o in parte, da captazioni che entrino in funzione dopo la data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Art. 2 1. I parametri, con i rispettivi valori massimi ammissibili e le relative osservazioni, individuati ai sensi dell'art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236 , sono i seguenti:  
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2. Delle limitazioni di impiego di cui al comma 1 per il parametro nitrati deve essere data adeguata informazione da parte dell'autorità sanitaria locale alla popolazione interessata. Art. 3 1. Fermo restando il valore massimo ammissibile di cui all'art. 2, nell'esercizio dei poteri di deroga di cui all'art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, le regioni di cui all'art. 1 sono tenute, in relazione alle specifiche situazioni locali, ad adottare i valori che assicurino l'erogazione di acqua della migliore qualità possibile. Art. 4 1. L'esercizio delle deroghe, comunque limitate nell'ambito delle prescrizioni di cui agli articoli 1 e 2, è subordinato alla osservanza delle disposizioni di cui all'art. 18, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, nonché a quelle di cui agli articoli 1, 2, 3 e 5 del decreto-legge 20 gennaio 1992, n. 13. La mancanza di conformità alle citate disposizioni comporta la decadenza della facoltà di deroga.
2. I piani di intervento per assicurare il rientro nei valori delle concentrazioni massime ammissibili di cui all'allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, devono attenersi alle priorità di seguito indicate:
A) nitrati;
B) fluoro;
C) ammoniaca, magnesio, manganese, ferro, solfati, sodio, residuo fisso, sapore, odore, colore.
3. Gli obiettivi dei piani di intervento devono essere raggiunti entro tre anni per le priorità di cui ai parametri indicati ai punti A) e B) ed entro cinque anni per i parametri di cui al punto C) del comma 2, a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto.
4. Con i termini temporali di cui al comma 3 decade la possibilità di concedere deroghe ai sensi del presente decreto.
Art. 5 1. I provvedimenti di deroga ed i relativi piani di intervento sono trasmessi nel rispetto delle modalità previste dall'art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236 e dall'art. 2 del decreto-legge 20 gennaio 1992, n. 13.
2. I Ministeri della sanità e dell'ambiente effettuano congiuntamente una ricognizione annuale dello stato di attuazione dei piani di intervento.